LASCIARE TUTTO PER DEDICARSI ALL'AGRICOLTURA, È POSSIBILE? 

La parola a due realtà differenti, con intervento di un CAF specializzato nel settore.

La situazione odierna ha alimentato un trend degli ultimi anni, l'avvicinamento dei giovani  alla piccola agricoltura commerciale, scopriamo come hanno iniziato Valentina e Nico, quali sono state le difficoltà e i successi. Continueremo con l'intervento di un CAF specializzato per terminare con le nostre riflessioni sull'argomento in base ai dati raccolti in questi cinque anni a contatto con molte aziende agricole. 

ATTENZIONE Questo non è un articolo sponsorizzato in alcun modo, vorremmo utilizzare il riscontro mediatico di Cercatori per presentare le aziende agricole e i loro prodotti, naturalmente in modo totalmente gratuito. Se hai un'azienda agricola e vuoi presentarla, chiamaci, saremo lieti di pubblicarla sui nostri canali. Al termine dell'articolo all'articolo troverete i link per l'invio.

La produzione di Ortaggi Antichi e rari  de "L'ORTOVALE" di Valentina Cau

L'ORTOVALE Valentina Cau, orto cittadino commerciale in bancali

COME E' STRUTTURATA LA TUA ATTIVITA'?

Il mio orto è un orto "particolare", situato a Roma Est. Ho costruito con il mio compagno una serie di vasconi rialzati con dei pallet e questo mi ha permesso di scegliere un buon terriccio e di lavorare senza troppi dolori di schiena. Nello spazio a disposizione ho posizionato anche una serra dove mi dedico alla Semina. La scelta degli ortaggi deriva dalle piccole dimensioni dell'orto ed è quindi necessario diversificarsi per offrire prodotti unici... lavoro praticamente da sola.

Semino, trapianto, coltivo e ho scelto come modalità di vendita la consegna a domicilio, con cassette di varie misure assortite con prodotti di stagione che mi permette di avere rapporti diretti con il cliente e di dare spiegazioni sugli ortaggi e perché no consigli su come cucinarli.

COME E QUANDO AVETE DECISO DI INTRAPRENDERE QUESTA ATTIVITA'?

Circa 3 anni fa ho scoperto gli ORTAGGI ANTICHI, proprio grazie ai Cercatori di Semi, e mi sono innamorata! E' stato come un risveglio dopo un lungo sonno perché ho iniziato a guardare le verdure con occhi diversi ... la grande distribuzione ci dice cosa dobbiamo mangiare, i banchi ortofrutticoli dei supermercati sono tutti uguali, ortaggi sterili senza gusto, in ogni stagione le stesse cose; ma il mondo per me aveva ormai un altro aspetto, nuovi colori, forme, nomi, sapori e un anno fa ho deciso di abbandonare definitivamente la mia vecchia vita lavorativa in un negozio e di impegnarmi in questa nuova attività con l'obiettivo di far conoscere a tutti le meraviglie della biodiversità che la natura ci offre.

CHE TIPO DI ESPERIENZA AVEVATE?

Nonostante ho lavorato per una vita nella profumeria di famiglia, la mia passione per le piante è praticamente innata. Ho iniziato, molti anni fa, ad appassionarmi al giardinaggio, ho seguito molti corsi ... coltivazione, potatura fino a conseguire un diploma di Garden Designer presso l'istituto Quasar a Roma. Non avevo conoscenza approfondita sugli ortaggi, ma studiando da autodidatta ho imparato molto, ma vi assicuro non si finisce mai di imparare!

CON CHE CAPITALE AVETE INIZIATO E COME AVETE MOSSO I PRIMI PASSI?

il capitale iniziale, avendo già uno spazio a disposizione, non è stato altissimo, circa 3500 euro, utilizzando pallet recuperati sono riuscita a ridurre molto i costi, la spesa maggiore è stata l'acquisto del terriccio e l'impianto di irrigazione.

QUALI SONO STATE LE PRIME DIFFICOLTA' E LE PRIME SODDISFAZIONI?

Nonostante il mio entusiasmo e convinzione nella produzione di ortaggi antichi come prodotto esclusivo, devo dire che la difficoltà più grande è stata l'approccio alla clientela! Quando raccontando la mia coltivazione dicevo “ortaggi antichi” le persone mi guardavano con aria interdetta, proprio non sapevano cosa fossero. Alla consegna però, quando aprivano la cassetta (confezionata in sacchi di iuta) rimanevano a bocca aperta! davvero incuriositi da quello che presto avrebbero cucinato, colori, sapori, profumi, diversi, più vicini a quelli “di una volta”, nonostante molti non li avessero mai visti. Questa è stata una grandissima soddisfazione, unitamente a quella di far riscoprire antichi sapori.

COME VI SIETE FATTI CONOSCERE AL PUBBLICO?

Il passaparola è stato il primo passo! poi il gradimento che i miei prodotti stanno ottenendo e infine una grossa mano sta arrivando dai social, Instagram e Facebook

COSA CONSIGLIERESTE A CHI VUOLE INIZIARE QUESTA ESPERIENZA COME COLTIVATORE  E IMPRENDITORE?

Assolutamente sì!! L'agricoltura è un lavoro bellissimo, faticoso, come tanti lavori lo sono, qui però. si vive all'aria aperta, far nascere un seme è un'esperienza simile all'essere madre o padre, significa accudire e dare al mondo qualcosa di nuovo, soprattutto quando si riesce a recuperare ortaggi antichi ed insoliti.

Divulgare con il proprio lavoro la biodiversità, significa aiutare a infondere sempre di più consapevolezza per tutti!

 Contatti

Cell    328 1889267     Social: Instagram  lorto.vale  Facebook: lorto.vale   Email:  lorto.vale@gmail.com

Il bellissimo ORTOVALE di Valentina Cau

Cooperativa Sociale Agicola IL RIPARO - Nico Martinelli

COME È STRUTTURATA LA VOSTRA ATTIVITÀ?

Siamo una cooperativa sociale agricola oggi attiva su due “fronti”. Ad Anzio, dove tutto è iniziato, in un podere di circa 2 ettari di proprietà della Diocesi di Albano, ci siamo dedicati da subito ad attività educative e didattiche, finalizzate a facilitare l’incontro tra bambini e ragazzi e la natura, con i suoi ritmi, le sue stagioni e i tantissimi esseri viventi che la abitano. Qui offriamo servizi educativi ispirati alla filosofia dell’outdoor education, lavoriamo con scuola e famiglie, ma ospitiamo anche percorsi di socializzazione e terapia per soggetti fragili: ragazzi con problemi mentali, stranieri richiedenti asilo, persone con una forma di dipendenza patologica. 

Il secondo “fronte”, invece, è stato avviato di recente e ha il suo centro in un podere di Ardea, nell'area a ridosso dell'antica rupe cittadina, dove già ai tempi dei Rutuli si coltivava per sfamare la città. Qui, in primavera abbiamo avvitato una produzione di ortaggi, coltivati in modo naturale, senza l'utilizzo di prodotti chimici dannosi per l’ambiente. Nel produrre, abbiamo voluto anche qui, offrire opportunità lavorativa a ragazzi richiedenti asilo.

I primi raccolti della cooperativa sono stati destinati alle Caritas locali. Poi abbiamo iniziato la commercializzazione degli ortaggi, attraverso le nostre box miste di verdure di stagione da 3kg, 5kg ed 8kg. Vendiamo attraverso il nostro sito web e consegniamo a domicilio, coprendo l'intero quadrante sud di Roma ed i comuni dei castelli romani e dell'agro romano. Le box in cartone sono state studiate per avere un basso impatto ambientale grazie alla possibilità di essere riutilizzate o riciclate al 100%. 

Abbiamo scelto di coltivare in campo aperto rispettando le stagionalità: questo ci consente di favorire, anche con la produzione, ciò che solitamente diciamo ai ragazzi in fattoria didattica, ovvero proporre un’alimentazione legata a ciò che la stagione, il clima e la selezione fatta dai contadini nei secoli ci consentono di coltivare. 

COME E QUIANDO AVETE DECISO DI INTRAPRENDERE QUESTA ATTIVITÀ?

La scelta di avvicinarci alla terra viene da lontano e principalmente dalla volontà di permettere ai più piccoli la riscoperta della terra, dei suoi ritmi e dei tantissimi esseri viventi che la abitano insieme a noi. Il nome cha abbiamo scelto per la nostra azienda riassume bene il motivo per cui abbiamo scelto di investire in questo settore: abbiamo preso il termine “riparo” da una frase di Alex Langer, intellettuale e politico ambientalista, “Provate sempre a riparare il mondo”. Riparo è un verbo dal significato ambiguo: può significare prendersi cura di situazioni di fragilità oppure aggiustare meccanismi difettosi. Noi vorremmo poter offrire un contributo, proprio a partire da ciò che finisce sulle nostre tavole. 

CHE TIPO DI ESPERIENZA AVEVATE QUANDO AVETE INIZIATO?

Veniamo dal mondo degli oratori, molti di noi hanno iniziato da adolescenti ad occuparsi di giovani e bambini, svolgendo attività nelle rispettive parrocchie. Poi professionalmente abbiamo preso percorsi diversi: chi nella comunicazione, chi nell'educazione, chi nel mondo immobiliare. Percorsi diversi e lontani da quello più specificatamente agricolo, ma che hanno trovato un comune obiettivo nell'avviare questo percorso. Il resto, lo abbiamo imparato “sul campo”

QUALE È STATO L'INVESTIMENTO INIZIALE?

Abbiamo fondato ed avviato la cooperativa con poche centinaia di euro. Il maggiore investimento è stato il nostro tempo e la nostra creatività, spesi in modo gratuito e – almeno in una prima fase – mantenendo il proprio lavoro. 

In seguito, anche grazie alle nostre attività in campo sociale, abbiamo colto l'opportunità di partecipare ad alcuni bandi 8x1000 di Caritas Italiana, che ci hanno consentito di attrezzare ed avviare le varie attività della Cooperativa.

QUALI SONO STATE LE PRIME DIFFICOLTÀ E SODDISFAZIONI?

 Quali sono state le prime difficoltà e le prime soddisfazioni?

Le difficoltà sono state molteplici, prima fra tutte la nostra poca esperienza del mondo agricolo: coltivare sano e bene richiede studio ed attenzione, difficoltà che è stata superata tramite corsi svolti in giro per l’Italia. 

Altra difficoltà è senza dubbio la burocrazia: avviare un’impresa ha dei tempi e degli ostacoli che possono scoraggiare. 

Le difficoltà son tutte ripagate, però, dalla risposta delle persone, dallo sguardo meravigliato dei più piccoli quando scoprono – ad esempio – da dove viene la farina e da ogni persona che ci chiama, dicendoci che una nostra cliente gli ha consigliato i nostri prodotti e servizi.  

Quest’anno abbiamo deciso di raccogliere una sfida che riguarda il nostro podere di Ardea. Qui i contadini, negli anni ‘70 e ‘80, erano rinomati per un prodotto: il Pomodoro Pantano, che veniva apprezzato nei mercati per il suo ottimo sapore. Tramite alcuni anziani del posto abbiamo recuperato campioni e semi e stiamo cercando di farne riconoscere il valore nella biodiversità locale, insieme agli amici di Cercatori di Semi.

COME VI SIETE FATTI CONOSCERE AL PUBBLICO?

Abbiamo utilizzato due canali per farci conoscere dal pubblico. Il primo e più importante è stato il passaparola: chi ci ha conosciuti ed apprezzati ci propone ad amici e parenti. Il secondo è stato Facebook: abbiamo avviato piccole campagne promozionali mirate tramite la nostra pagina. Nuove persone ci hanno scoperto e ci hanno presentato a nuovi amici.

COSA CONSIGLIERESTI A CHI VUOLE AVVIARE UNA NUOVA ATTIVITÀ  COME COLTIVATORE COMMERCIALE?

Consigliamo di investire nella formazione e di attingere ai valori che la terra ci insegna: pazienza, tenacia, rispetto ma anche voglia di innovazione e sperimentazione. Non è facile fare impresa ma non è impossibile se si ha passione.​

COORDINATE PER AVERE I LORO PRODOTTI:

Potete scoprire la Fattoria Riparo ed ordinare i nostri prodotti sul sito web www.fattoriariparo.it, chiedere informazioni tramite WhatsApp al numero 392 1180868 e scoprire le nostre attività sui canali social (ci trovate su Facebook all’indirizzo www.facebook.com/fattoriariparo e su Instagram a www.instagram.com/fattoriariparo)

Dottoressa  Angela Iannotta per CAF UNISIC

La parola ora alla dottoressa Angela Iannotta responsabile zonale per il patronato CAF UNISIC (Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori).

 

DOTTORESSA, LE DIFFICOLT DI QUEST'ULTIMO ANNO STANNO ALIMENTANDO LA TENDENZA VERSO IL RITORNO ALLA PICCOLA AGRICOLTURA COMMERCIALE, QUALE CONSIGLIO DAREBBE  A CHI VORREBBE COMENTARSI IN QUESTO SETTORE?

Nel settore dell'agricoltura esistono numerose agevolazioni dettate dalle politiche agricole Europee e nazionali, dal coltivatore diretto alla micro impresa fino all'azienda agricola di molti ettari. Particolare attenzione è posta verso il ricambio generazionale verso i giovani (fino a 40 anni n.d.r.) allo scopo di portare innovazione e sostenibilità nel settore. Tra questi la nuova misura per il subentro e ampliamento in agricoltura con fondo perduto per il Sud, atta alla cessione dell'azienda a un soggetto compreso tra i 18 ed i 40 anni o a ampliare le aziende agricole esistenti condotte da giovani. I bandi a cui partecipare sono molti, provenienti dai vari enti, Comunitari come regionali. Il mio consiglio è di effettuare una buona pianificazione consultando un CAF specializzato in modo da poter accedere agli incentivi in modo mirato e soddisfare i requisiti richiesti dei bandi a cui si vuole partecipare e per non cadere in indebitamenti infruttuosi sopratutto nelle prime fasi di insediamento.

Ricordiamo che esiste il regime di esonero per le aziende di nuova apertura o esistenti che non abbiano superato un volume di affari di 7.000 euro, esonerandole da imposte e burocrazia legata a queste.
Concludo ripetendomi, concedetemelo. Nell'apertura o nel subentro in una azienda agricola, come nel cimentarsi come agricoltore diretto è opportuno pianificare oculatamente per poter accedere a più aiuti possibili da parte delle politiche agricole.

 

Coordinate UNISIC Pomezia/Roma Sud

Dottoressa Angela Iannotta

Tel 069145666

Le nostre considerazioni: Pietro Segatta per Cercatori di Semi

Le cassette di stagione direttamente a casa de "L'ORTOVALE"

Le nostre considerazioni

Nella nostra attività abbiamo incontrato e incontriamo moltissimi produttori come i loro consumatori, negli anni ho ascoltato centinaia di agricoltori, piccoli o meno, persone in difficoltà o aziende col vento in poppa, facendomi un'idea ben definita del mercato odierno e del suo andamento. Cercherò di essere il più obiettivo possibile.

Credo fermamente si possa intraprendere un'attività agricola redditizia anche partendo dal piccolo, con investimenti iniziali, intermini di denaro, limitati.
Il principale cambiamento portato dai nuovi coltivatori va a inserirsi nel principale problema delle generazioni precedenti, la commercializzazione.

Il digitale ha cambiato infatti le due parti, ha portato consumatori più attenti, informati, sensibili a temi come la produzione locale e la sostenibilità. In barba alla famigerata globalizzazione si ricercano invece prodotti sempre più tradizionali, legati al territorio e a chi li produce.
Qui arriva il vantaggio per il produttore: i Social, mezzi sempre più alla portata di tutti che permettono di arrivare in modo mirato a chi vuole i vostri prodotti, con spese minime si hanno risultati impensabili fino a qualche tempo fa.

Il nuovo contadino ha una una mano sulla zappa e l'altra sulla tastiera.

Prima delle restrizioni e nei mesi fuori dal confinamento ho fatto personalmente una ricerca per poter distribuire con Cercatori di Semi i prodotti italiani locali, prendendo come riferimento le dominazioni protette e i presidi Slow Food: per molti mi è stato impossibile o ho dovuto ricercare non poco, l'intera produzione viene infatti venduta in tempi brevissimi.

Il mercato c'è, è finalmente facilmente raggiungibile in modo mirato,  anche la logistica ci aiuta, sempre più snella ed efficiente può aiutarci con le vendite a distanza, spedire un pacco è semplicissimo, alla portata di tutti, la piccola agricoltura torna  remunerativa.

Come detto al principio utilizzeremo il riscontro mediatico di Cercatori di Semi per presentare le aziende locali che lo desiderano, forniremo assistenza per i post e ci occuperemo anche delle prime spese di sponsorizzazione che i social richiedono, così da aiutare chi ha difficoltà nella promozione digitale. Ripetiamo in modo totalmente gratuito. Basterà contattarci e inviarci la presentazione della vostra Azienda, i vostri prodotti e dove distribuite, prepareremo e sponsorizzeremo noi il post sul canale più adatto.

 

Pietro Segatta

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